Idrocele

Idrocele

Idrocele

Definizione ed Eziologia
L’idrocele, è una raccolta di liquido all’interno dei due foglietti della vaginale propria (sottile membrana che riveste il testicolo e l’epididimo) o lungo il funicolo spermatico.
Ne esistono di due tipi: idrocele primario e idrocele secondario.

L’idrocele è comunemente congenito e nella maggioranza dei casi primario. Può colpire uno solo o, più raramente, entrambi i lati.
L’idrocele quando non è congenito si sviluppa più comunemente come patologia secondaria in individui adulti.

Le cause dell’idrocele primario sono sconosciute; generalmente è una patologia congenita che si sviluppa quando il dotto peritoneo vaginale, cioè il condotto che unisce la cavità addominale con lo scroto (condotto attraverso il quale il testicolo scende nella sua collocazione durante lo sviluppo del feto)  non si richiude una volta avvenuto il passaggio del testicolo; in questo modo il fluido peritoneale scende e si raccoglie nello scroto attraverso il dotto rimasto aperto.
L’idrocele secondario può essere causato da ernia inguinale, da infezioni o traumi del testicolo o dell’epididimo, da occlusioni di fluido o di sangue nel funicolo spermatico, da cisti o tumori.

Segni e Sintomi
Il sintomo principale è un rigonfiamento non doloroso di uno o entrambi i lati dello scroto, che si presenta spesso turgido e pieno di fluido. Generalmente è difficile sentire il testicolo per via della massa fluida che lo circonda.

Diagnosi
Un attento esame obiettivo accompagnato da trans illuminazione scrotale, può essere sufficiente a porre diagnosi. La diagnosi può essere confermata con ecografia scrotale.

 Terapia
Il trattamento dell’idrocele primario congenito è chirurgico e consiste nell’intervento di chiusura del dotto peritoneo vaginale.
L’idrocele secondario a un processo infiammatorio cronico, invece, viene trattato tramite drenaggio chirurgico ed eversione della tonaca vaginale per facilitare il riassorbimento delle recidive.

La risposta è assolutamente no!!
Qualsiasi tipologia di intervento alla prostata per ipertrofia prostatica (a cielo aperto, endoscopico, laparoscopico o robotico) non comporta l’impotenza, ovviamente se lei ha problemi di erezione prima di operarsi li avrà anche dopo l’intervento.

Certamente, anzi un’attività sessuale regolare fa bene alla prostata!Ovviamente alcune pratiche come ad esempio il coito interrotto devono essere assolutamente evitate..

Certamente! Essendo il cancro prostatico asintomatico (almeno all’inizio) le uniche armi per arrivare ad una diagnosi precoce sono i controlli urologici periodici ed il dosaggio del PSA totale nei soggetti di età superiore a 40 anni. Tali semplici presidi possono indirizzare ad esami di secondo livello (ecografia prostatica transrettale; dosaggio urinario del PCA3; biopsia prostatica) che possono portare alla diagnosi ad uno stadio iniziale, ad una terapia precoce ed alla guarigione nella maggioranza dei casi.

Il suo urologo le ha prescritto un alfa-litico, tale farmaco la aiuta a mingere meglio e a svuotare meglio la sua vescica, tuttavia alcuni di essi presentano un effetto collaterale che si chiama eiaculazione retrograda, cioè al momento dell’orgasmo lo sperma non viene più emesso all’esterno ma nella vescica per poi essere eliminato quando si minge. Tuttavia alla sospensione del farmaco di solito quest’effetto collaterale svanisce.