Incontinenza urinaria

Incontinenza urinaria

Incontinenza urinaria

L’International Continence Society (ICS) definisce l’incontinenza urinaria come “l’emissione involontaria di urina in luoghi e tempi inappropriati, oggettivamente dimostrabile e di grado tale da costituire un problema igienico e sociale”.
Riconosciamo vari tipi di incontinenza urinaria:

  • Incontinenza urinaria da urgenza
  • Incontinenza urinaria da sforzo
  • Incontinenza urinaria mista

L’incontinenza da urgenza
L’incontinenza da urgenza è caratterizzata dall’imperiosa necessità di urinare, il paziente in questo caso e non riesce a rimandare il momento della minzione, le espulsioni di urina sono frequenti e quasi mai abbondanti; generalmente le cause sono da ricercarsi nell’iperattività della vescica o nell’instabilità dell’uretra.

L’incontinenza da sforzo
L’incontinenza da sforzo si presenta durante il compimento di atti che portano ad un aumento della pressione intra-addominale, come per esempio i colpi di tosse, gli starnuti, le risate, lo svolgimento di un’attività sportiva, il salire le scale, il sollevamento di un peso  e ne sono colpiti quei soggetti che presentano un indebolimento dei muscoli e dei tessuti pelvici.

L’incontinenza mista
L’incontinenza mista è caratterizzata dalla presenza contemporanea delle due forme di incontinenza (da stress e da urgenza), con la prevalenza dell’una o dell’altra, essa rappresenta la forma più comune di incontinenza.

DIAGNOSI

  • Visita urologica
  • Esame delle urine ed urinocoltura
  • Diario minzionale
  • Esame urodinamico completo

TERAPIA
La terapia dell’incontinenza urinaria prevede 3 possibili trattamenti: riabilitativo, farmacologico e chirurgico.

  • Terapia riabilitativa
  • Terapia farmacologica
  • Terapia chirurgica
  • trattamenti endoscopici
  • trattamenti mini-invasivi (TVT, TOT)

La scelta del trattamento dipende dall’alterazione da correggere e dalle caratteristiche del paziente.

Certamente! Essendo il cancro prostatico asintomatico (almeno all’inizio) le uniche armi per arrivare ad una diagnosi precoce sono i controlli urologici periodici ed il dosaggio del PSA totale nei soggetti di età superiore a 40 anni. Tali semplici presidi possono indirizzare ad esami di secondo livello (ecografia prostatica transrettale; dosaggio urinario del PCA3; biopsia prostatica) che possono portare alla diagnosi ad uno stadio iniziale, ad una terapia precoce ed alla guarigione nella maggioranza dei casi.

Il suo urologo le ha prescritto un alfa-litico, tale farmaco la aiuta a mingere meglio e a svuotare meglio la sua vescica, tuttavia alcuni di essi presentano un effetto collaterale che si chiama eiaculazione retrograda, cioè al momento dell’orgasmo lo sperma non viene più emesso all’esterno ma nella vescica per poi essere eliminato quando si minge. Tuttavia alla sospensione del farmaco di solito quest’effetto collaterale svanisce.

La risposta è assolutamente no!!
Qualsiasi tipologia di intervento alla prostata per ipertrofia prostatica (a cielo aperto, endoscopico, laparoscopico o robotico) non comporta l’impotenza, ovviamente se lei ha problemi di erezione prima di operarsi li avrà anche dopo l’intervento.

Certamente, anzi un’attività sessuale regolare fa bene alla prostata!Ovviamente alcune pratiche come ad esempio il coito interrotto devono essere assolutamente evitate..