Infertilità

Infertilità

Infertilità

Rappresenta l’incapacità di concepire nell’arco di un anno di rapporti non protetti, passato questo tempo la coppia deve prendere in considerazione la presenza di problemi di fertilità.

L’incidenza di questo problema nella popolazione generale è in aumento, infatti riguarda circa il 30% delle coppie e circa nella metà dei casi le cause sono rappresentate da problemi andrologici.

Le cause dell’infertilità sono molteplici e possono agire da sole od in concorso tra loro.

La diagnosi dell’infertilità (maschile) oltre ad un’accurata visita andrologica prevede una serie di indagini tra cui si menzionano:

  • Indagini strumentali e di laboratorio di routine
  • Spermiogramma con spermiocoltura
  • Ecocolordoppler testicolare
  • Dosaggio ormonale
  • ricerca nel sangue e nello sperma di anticorpi antispermatozoi
  • anomalie nel cromosoma Y
  • test di penetrazione mucosa degli spermatozoi e di loro integrità funzionale
  • deferentografia
  • biopsia testicolare

Le terapie sono molteplici e dipendono dalla causa dell’infertilità stessa.
Quando la  terapia non ha successo in un tempo di circa un anno, ha senso ricorrere alle tecniche di fecondazione assistita.

Il suo urologo le ha prescritto un alfa-litico, tale farmaco la aiuta a mingere meglio e a svuotare meglio la sua vescica, tuttavia alcuni di essi presentano un effetto collaterale che si chiama eiaculazione retrograda, cioè al momento dell’orgasmo lo sperma non viene più emesso all’esterno ma nella vescica per poi essere eliminato quando si minge. Tuttavia alla sospensione del farmaco di solito quest’effetto collaterale svanisce.

Certamente, anzi un’attività sessuale regolare fa bene alla prostata!Ovviamente alcune pratiche come ad esempio il coito interrotto devono essere assolutamente evitate..

La risposta è assolutamente no!!
Qualsiasi tipologia di intervento alla prostata per ipertrofia prostatica (a cielo aperto, endoscopico, laparoscopico o robotico) non comporta l’impotenza, ovviamente se lei ha problemi di erezione prima di operarsi li avrà anche dopo l’intervento.

Certamente! Essendo il cancro prostatico asintomatico (almeno all’inizio) le uniche armi per arrivare ad una diagnosi precoce sono i controlli urologici periodici ed il dosaggio del PSA totale nei soggetti di età superiore a 40 anni. Tali semplici presidi possono indirizzare ad esami di secondo livello (ecografia prostatica transrettale; dosaggio urinario del PCA3; biopsia prostatica) che possono portare alla diagnosi ad uno stadio iniziale, ad una terapia precoce ed alla guarigione nella maggioranza dei casi.