Torsione testicolare

Torsione testicolare

INTRODUZIONE

La torsione testicolare è un’emergenza urologica, in quanto se non diagnosticata e curata precocemente può comportare l’atrofia (= morte) del testicolo. E’ una situazione patologica che si può verificare sia nell’infanzia che nell’età adulta, con un picco di frequenza di 1/160 in una fascia di età compresa fra i 10 ed i 25 anni.

CAUSE

Il testicolo si può torcere lungo il suo asse longitudinale, di solito perché è congenitamente indebolito il legamento che lo ancora allo scroto.

CLINICA

La sintomatologia solitamente è un improvviso e fortissimo dolore al testicolo che si irradia lungo l’inguine, seguito da tumefazione dello scroto, e risalita del testicolo verso l’alto in prossimità dell’inguine.
DIAGNOSI

La diagnosi è fondamentalmente clinica (visita dello specialista) che di fronte ad un sospetto di torsione testicolare deve subito far eseguire un ecocolor-doppler testicolare in quanto la precocità del trattamento è fondamentale, infatti se si interviene nelle prime ore sono maggiori le probabilità di salvare il testicolo.


TERAPIA

La terapia immediata, da effettuarsi da parte dello specialista, è la detorsione manuale del testicolo ed il suo riposizionamento corretto all’interno della sacca scrotale. Se questa procedura manuale non riesce, bisogna intervenire chirurgicamente con un intervento di orchidopessi (posizionamento ed ancoraggio del testicolo in sede scrotale).

Il suo urologo le ha prescritto un alfa-litico, tale farmaco la aiuta a mingere meglio e a svuotare meglio la sua vescica, tuttavia alcuni di essi presentano un effetto collaterale che si chiama eiaculazione retrograda, cioè al momento dell’orgasmo lo sperma non viene più emesso all’esterno ma nella vescica per poi essere eliminato quando si minge. Tuttavia alla sospensione del farmaco di solito quest’effetto collaterale svanisce.

Certamente! Essendo il cancro prostatico asintomatico (almeno all’inizio) le uniche armi per arrivare ad una diagnosi precoce sono i controlli urologici periodici ed il dosaggio del PSA totale nei soggetti di età superiore a 40 anni. Tali semplici presidi possono indirizzare ad esami di secondo livello (ecografia prostatica transrettale; dosaggio urinario del PCA3; biopsia prostatica) che possono portare alla diagnosi ad uno stadio iniziale, ad una terapia precoce ed alla guarigione nella maggioranza dei casi.

La risposta è assolutamente no!!
Qualsiasi tipologia di intervento alla prostata per ipertrofia prostatica (a cielo aperto, endoscopico, laparoscopico o robotico) non comporta l’impotenza, ovviamente se lei ha problemi di erezione prima di operarsi li avrà anche dopo l’intervento.

Certamente, anzi un’attività sessuale regolare fa bene alla prostata!Ovviamente alcune pratiche come ad esempio il coito interrotto devono essere assolutamente evitate..