Varicocele

Varicocele

Varicocele

Il Varicocele è una patologia vascolare che comporta la dilatazione varicosa delle vene del plesso pampiniforme.

Insorge solitamente in età adolescenziale e presenta un elevata incidenza nella popolazione (circa l’13% dei maschi). Nell’80% dei casi è localizzato a sinistra, nell’15% dei casi è bilaterale e solo nel 5% esclusivamente localizzato a destra.
Il varicocele rappresenta la più frequente causa nota di infertilità maschile, essendo presente nel 35% dei pazienti con alterazioni all’esame del liquido seminale.

Il varicocele determina un aumento della temperatura del testicolo che, se si mantiene per lungo tempo, può determinare un danno della spermatogenesi (il processo attraverso cui si generano nuovi spermatozoi) e, di conseguenza, causare infertilità. Inoltre il malfunzionamento venoso determina un ristagno di sostanze nocive a livello testicolare che peggiora ulteriormente la funzione spermatica.

Il varicocele determina in primo luogo un danno della motilità degli spermatozoi e, in un secondo momento, anche una riduzione del numero degli stessi. Dopo la cura del varicocele la funzionalità e il numero degli spermatozoi mostra un netto miglioramento in oltre il 60% dei soggetti.

Il varicocele si presenta quasi sempre in maniera asintomatica, potendo determinare dolenzia o vero e proprio dolore testicolare solo nel 3%-4% dei casi.

La diagnosi di varicocele è inizialmente clinica. Tuttavia, per una valutazione completa sono necessari un esame del Liquido Seminale ed un Eco-Color-Doppler, un esame non-invasivo che impiega gli ultrasuoni per valutare i flussi vascolari a livello del plesso pampiniforme.
Non esiste relazione tra la gravità del varicocele ed alterazioni della fertilità.

La presenza di un’alterazione della fertilità in un paziente con varicocele rappresenta un’indicazione assoluta alla correzione chirurgica.

Certamente, anzi un’attività sessuale regolare fa bene alla prostata!Ovviamente alcune pratiche come ad esempio il coito interrotto devono essere assolutamente evitate..

Il suo urologo le ha prescritto un alfa-litico, tale farmaco la aiuta a mingere meglio e a svuotare meglio la sua vescica, tuttavia alcuni di essi presentano un effetto collaterale che si chiama eiaculazione retrograda, cioè al momento dell’orgasmo lo sperma non viene più emesso all’esterno ma nella vescica per poi essere eliminato quando si minge. Tuttavia alla sospensione del farmaco di solito quest’effetto collaterale svanisce.

La risposta è assolutamente no!!
Qualsiasi tipologia di intervento alla prostata per ipertrofia prostatica (a cielo aperto, endoscopico, laparoscopico o robotico) non comporta l’impotenza, ovviamente se lei ha problemi di erezione prima di operarsi li avrà anche dopo l’intervento.

Certamente! Essendo il cancro prostatico asintomatico (almeno all’inizio) le uniche armi per arrivare ad una diagnosi precoce sono i controlli urologici periodici ed il dosaggio del PSA totale nei soggetti di età superiore a 40 anni. Tali semplici presidi possono indirizzare ad esami di secondo livello (ecografia prostatica transrettale; dosaggio urinario del PCA3; biopsia prostatica) che possono portare alla diagnosi ad uno stadio iniziale, ad una terapia precoce ed alla guarigione nella maggioranza dei casi.